Martedì, 17 Maggio 2016 07:13

Il parto che desideri

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Ti sei già immaginata il giorno del tuo parto? Hai idea di dove sarai, chi ti accompagnerà e come desideri vivere le ultime ore con il pancione, prima di poter vedere e abbracciare il tuo piccolo? Durante la gravidanza è importante spendere un po’ del vostro tempo a chiedersi dove e come si vuole partorire.

Il piano del parto consente proprio alla coppia di esprimere i propri desideri maturati durante i nove mesi di attesa. Non solo bisogna pensare a come preparare il corpo al parto, come elasticizzare il perineo e a quali strategie siano più utili per gestire le sensazioni del travaglio, è importante anche scegliere dove si desidera dare alla luce la propria creatura.

Esistono diverse e personalissime possibilità riguardanti il tipo di parto che si desidera. È vero, spesso i racconti delle amiche influenzano la nostra scelta, ma ci consentono anche di farci un’idea su come immaginiamo il parto.

La maggior parte delle gravidanze sono fisiologiche, tutto procede bene e non ci sono complicazioni, quindi è davvero possibile scegliere in tutta sicurezza la modalità di parto che più si preferisce. L’opzione migliore è quella di avere accanto un’ostetrica che vi accompagni e guidi anche in questa scelta. Il primo ascolto però va dato al proprio istinto, che come sappiamo, difficilmente ci porta sulla strada sbagliata, poi verranno i pareri delle altre persone. Vediamo quindi le varie possibilità che ci si presentano.

Gli ospedali, sia pubblichi che privati, solitamente mettono a disposizione diversi modi di partorire: parto in acqua, parto attivo, parto in analgesia epidurale.

Parto in acqua

Non tutte le strutture possiedono le vasche idonee per il parto in acqua e, in altre dove ci sono, spesso è consentito solo il travaglio. In alcuni centri i protocolli interni prevedono anche fasce orarie in cui non è possibile utilizzare la vasca. Altri luoghi invece permettono l’utilizzo delle vasche non solo per il travaglio, ma anche per il periodo espulsivo e totalmente ad accesso libero per le donne sane con gravidanza fisiologica.

È importante informarsi presso la struttura sulle regole per l’utilizzo delle vasche, se presenti. La temperatura dell’acqua sarà come quella corporea, così il passaggio per il bambino, dall’utero all’esterno, sarà molto dolce e appena emergerà spontaneamente inizierà a respirare. I vantaggi dell’utilizzo dell’acqua per il parto sono molti, alcuni come: ridotta percezione del dolore, galleggiamento che favorisce posizioni meno faticose, maggior elasticità del perineo e riduzione del tempo di dilatazione.

Parto attivo

È un parto che rispetta la fisiologia (normalità) e dove vieni informata di tutte le fasi e le possibili posizioni da assumere per facilitare la dilatazione. La libertà di movimento è favorita, cercando di attivare anche il futuro papà che può massaggiarti e supportarti in ogni momento. Se non vi sono complicanze sarai seguita da un’ostetrica senza la presenza costante di un medico. È la modalità di parto in ospedale che garantisce il più possibile una nascita serena, dolce e senza traumatismi.

Parto in analgesia epidurale

Spesso alla prima gravidanza ciò che spaventa di più è il dolore del travaglio. Ci sono tante spiegazioni di questo dolore che potrebbero fartelo vedere in modo più roseo, come ad esempio il fatto che il dolore ti prepara alla voglia di separarti dal tuo piccolo, al fatto che è un dolore con una connotazione positiva e che in un certo senso ti rafforza e rende sicuramente pronta ad affrontare qualsiasi difficoltà del dopo. Ma se non riesci a vederla sotto quest’ottica, hai la possibilità di scegliere di fare l’analgesia epidurale. È il metodo farmacologico per togliere il dolore delle contrazioni del travaglio più usato in Italia, ha dei pro e dei contro da valutare attentamente. Rimarrai attiva, avvertirai l’arrivo delle contrazioni, ma non il dolore associato e potrai collaborare nelle varie fasi che portano alla nascita del tuo bambino. Il farmaco viene somministrato in una dose unica o continua. È bene informarsi presso la struttura a proposito dell’iter necessario per poter richiedere l’analgesia in travaglio, facendo anche un colloquio con il medico anestesista, così da conoscere meglio i benefici e rischi dell’analgesia.

Nel prossimo articolo parleremo del parto in casa…

Dott.ssa ostetrica Stefania Paloschi 

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