Venerdì, 05 Giugno 2015 15:35

Portare il bimbo in fascia: quali sono i vantaggi?

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Sempre più spesso oggi le donne incontrano altre mamme che invece del classico passeggino, carrozzina e ovetto decidono di portare i loro piccoli in fascia. Sempre insieme, sempre a contatto e sempre con le mani libere!

Alcune dicono che le mamme di oggi lo fanno “perché va di moda”, altre pensano che non faccia parte della nostra cultura e altre ancora si incuriosiscono, forse spinte dalla voglia fisiologica di stare sempre insieme al proprio bambino…

Vediamo come questa semplice pratica di vita quotidiana nasconde, in realtà, effetti positivi per la salute di mamma e bambino. Innanzitutto portare in fascia permette al neonato di rivivere un'esperienza simile all'unica veramente conosciuta e cioè il grembo materno. Il fatto che resti a contatto con la mamma, senta il suo odore, percepisca il suo battito del cuore e il ritmo del respiro favorisce il suo adattamento alla vita extrauterina consentendogli di vivere un’esperienza confortante e rassicurante. Il neonato, come ogni individuo adulto o bambino, ha dei bisogni, delle necessità, che vorrebbe sentire soddisfatti dal genitore o da chi se ne prende cura. E questi sono:

  • Bisogno di contatto: la pelle essendo l’organo più esteso del nostro corpo rappresenta la fonte di comunicazione primaria, tenendo conto che già in utero il primo senso che inizia a svilupparsi è proprio il tatto si può immaginare quanto conti questa stimolazione. Attraverso questo contatto il corpo materno e il neonato rielaborano le esperienze ritrovando ciò che conoscono già… e sappiamo tutti quanto è bello tornare fra le mura di casa propria dopo anche solo qualche ora passata in un luogo sconosciuto!
  • Bisogno di comunicazione: ovviamente non possiamo pretendere che un neonato sia in grado di comunicare come lo fa un adulto e quindi l’unica opzione per lui è quella del pianto… e cosa dice l’istinto di una mamma quando il proprio bimbo chiama a gran voce? Toccarlo, prenderlo in braccio, mettergli una mano sul pancino, accarezzarlo, massaggiarlo…metterlo in fascia. In ogni caso la risposta istintiva è tattile.
  • Bisogno di contenimento: quando si insegna alle mamme di avvolgere il proprio piccolo in un lenzuolino, copertina o fra le braccia è perché si vuole permettere al bambino di superare quella piccola frustrazione data dal fatto di essere da solo in un ambiente ampio. Forse un contesto davvero troppo diverso rispetto ai 9 mesi passati nell’utero della mamma…
  • Bisogno di cure materiali: è ovvio che un bambino ha bisogno di igiene, nutrimento, calore e sicurezza e certamente una mamma che sta portando in fascia il suo piccolo può accorgersi istantaneamente di ciò di cui necessita il suo bambino.

E i bisogni della mamma? Beh spesso coincidono con quelli del proprio bimbo, soprattutto quello di doversi ritrovare e ricreare una situazione di equilibrio dopo il parto. Il fatto di tenere a contatto il bimbo favorisce un distacco lento con il pancione, condizione che a volte angoscia le mamme. Le mamme portatrici difficilmente si sentono poco adeguate a prendersi cura del proprio bimbo e sicuramente sono più allenate all’ascolto e al riconoscimento dei segnali che manda il bimbo. E poi non bisogna dimenticare che portare è comodo, consente la libertà di movimento ed è economico! Buon portare in fascia a tutte le mamme che vogliono provarci!

Dott.ssa ostetrica Stefania Paloschi

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