Giovedì, 24 Luglio 2014 07:16

Il taglio del cordone ombelicale

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Il cordone ombelicale è da sempre il simbolo dello stretto legame che intercorre durante la gravidanza tra la mamma e il bambino e il suo taglio sancisce l’inizio della vita “autonoma” del neonato. Il clampaggio (legatura e taglio) del funicolo ombelicale è solitamente compito dell’ostetrica

che assiste al parto, anche se oggi è sempre più frequente vedere coinvolti in questo atto i neopapà: dapprima il cordone viene legato con delle apposite pinze (dette “cord-clamp”) in modo da chiudere i vasi ed evitare emorragie, sia per la mamma che per il bambino, e successivamente viene reciso.

La tempistica della legatura e del taglio del cordone può essere però gestita in modo diverso a seconda della situazione e delle condizioni di mamma e bambino. Il clampaggio può essere immediato o tardivo. Nel primo caso il cordone viene legato e tagliato non appena il neonato nasce, immediatamente dopo il parto, quando i vasi pulsano ancora e contengono una certa quantità di sangue. Questa pratica si raccomanda quando c’è il rischio di emorragia post-partum della mamma, in quanto, insieme alla somministrazione di farmaci che fanno contrarre l’utero, facilita l’espulsione della placenta e previene un’eccessiva perdita ematica.

Inoltre questa modalità viene effettuata quando si richiede il prelievo delle cellule staminali cordonali o quando il bambino necessita di un’urgente valutazione da parte del pediatra.

Il clampaggio tardivo invece avviene quando il cordone ha ormai smesso di pulsare e tutto il sangue che in esso è contenuto è passato al neonato, spesso si possono attendere anche 2 minuti prima che ciò succeda. Sembra che questa modalità sia associata ad alcuni benefici per il neonato, anche per i pretermine: rispetto dell’adattamento fisiologico mentre inizia a fare i primi respiri con i polmoni, minor rischio di sviluppare anemia. Esistono però anche alcuni rischi, come quello di affaticare la respirazione del neonato a causa del sovraccarico del circolo ematico, che può essere ovviato tenendo il bambino sul torace della mamma o comunque non più in basso rispetto alla placenta.

Come anche in altri aspetti del travaglio e del parto, non esiste ancora un’unanimità nella condotta ostetrica: ogni punto nascita sceglie la tempistica di clampaggio che più risponde alle esigenze della propria utenza e anche alle linee guida in uso in sala parto, anche perché esistono pro e contro in entrambe le modalità.

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